La luce australiana — vasta, calda, diretta — aveva cambiato per sempre la tavolozza di Renzo Ederle. Da Melbourne in poi, i suoi colori portarono in sé qualcosa di più ampio, una luminosità che non apparteneva solo al Veneto.
In questo quadro si respira quella doppia appartenenza: la radice veronese e l’orizzonte lontano. Il pittore dei due mondi, ancora una volta, ci invita a guardare oltre ciò che appare.
