Renzo Ederle
(Verona, 1946–2016)
Un artista che non voleva confini
Nato a Verona il 26 luglio 1946, Renzo Ederle ha dedicato la sua vita alla pittura come espressione totale. La sua opera attraversa ritratti, nudi, paesaggi, astrazioni, paradigmi e poesia. Non si è mai lasciato imbrigliare da scuole o correnti, difendendo un linguaggio personale, diretto, necessario.
Ha esposto in numerose mostre nel corso della sua vita, tra cui La Ribolla (1989), Palazzo della Gran Guardia (2003) e il LAMS (2011).
L’esperienza in Australia
Nel 1989 Renzo Ederle venne selezionato dalla Regione Veneto come ambasciatore della pittura veneta e inviato a Melbourne per partecipare all’evento Salute to Italy, che registrò un milione di visitatori. Per due settimane lavorò senza sosta, accontentando ogni richiesta di ritratti dal vivo, ricercati e apprezzatissimi.
La luce australiana — vasta, calda, diretta — cambiò profondamente i suoi colori, i contrasti, la sua poetica. Laggiù divenne il pittore dei due mondi.
La poesia come estensione del colore
La parola per Renzo non spiegava: ascoltava. Era il luogo dove la stessa tensione emotiva della pittura trovava un’altra voce.
Poesia inedita, anni 2000:
trovarsi nel tempo sperando
dimensioni l’uomo crede
ed essere con tutti insieme
cerco nel trovar cammino
d’ognuno d’ogni momento
uguale seppur lontano
non spiego il comprendere
vivo l’ansia consumarsi
parole ancora continuo
ho esatto non so e rimane
dentro dico sensazioni
sempre erano rinnovarsi
m’ascolto parlarci ti tante
cose irrisolto motivo
consuma i perché non urlati
voglio risponderti i contrasti
delle mie impossibilità per
crederti e da me sortire come
portare i sogni della speranza
è lavoro il sale delle menti
alimenta il fare realtà
L’uomo oltre l’artista
Renzo Ederle era un uomo schivo, generoso, profondo. Analizzava in silenzio, comprendeva senza giudicare. La sua arte continua a camminare accanto a noi, invitandoci a guardare oltre ciò che appare, dentro ciò che è nascosto.

